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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: Dott. Massimiliano De Somma - PSICOTERAPIA NAPOLI - Testimonianze - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

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Testimonianze

A Maria con la certezza, più che con l'augurio di diventare felice, di diventare se stessa. MdS


È trascorso molto più di anno da quando mi facesti questa dedica sul tuo libro e mi spunta un sorriso rileggendola: oggi mi sento molto più vicina di allora al suo raggiungimento e questo mi rende orgogliosa. Questo 2016 che sta per concludersi è stato per me l’anno del viaggio, alla scoperta di me, nella mia totalità: nei miei angoli più bui, nelle mie fragilità, nei mie sabotaggi, ma anche nella mia forza, nella mie capacità, nelle mie vittorie e in quella disperata voglia di riappropriarmi di quella vita che da troppo tempo ho congelato. Ho viaggiato tantissimo quest’anno: con ogni libro letto e con ogni mio sogno, in fantasia con ogni musica ascoltata, negli occhi degli sconosciuti incrociati per caso e negli occhi di chi fa sempre parte della mia vita. Sai, anche attraverso i tuoi occhi e i tuoi racconti ho viaggiato. 2016, anno di consapevolezze e di nuove necessità, di nuove amicizie, anno di sorrisi e gioie, ma anche anno di dolore, forte, pungente…ma mai una volta ho pensato “adesso mollo”, a mio modo, ho sempre continuato, e sono ancora qui. Ho sognato papà due notti fa, era in ospedale, e nell‘incredulità dei sui “amici” di stanza e di me e mamma, con un bicchiere di vino bianco e mezzo brillo ci guarda tutti e ci dice: “ne ho superate così tante che il minimo che io possa fare è festeggiare”. Mi sono svegliata ridendo, pensando: “cazzo, hai ragione!” E quindi stasera si festeggia, perché come mi disse una certa persona “se vivi tu, fai vivere anche lui” …e festeggio a questa vita, a tutti i sogni che ho sempre lasciato chiusi sotto chiave e che voglio realizzare e alla me di oggi, diversa e uguale alla me di ieri, che sta imparando ad amare le sue cicatrici e a pensare che ognuna di esse è qualcosa in più e non in meno.  E brindo anche a te, perché questo lungo viaggio, che sto percorrendo, lo sto facendo insieme a te e grazie a te non mi sento sola. Potrei augurarmi tante cose per questo anno nuovo, ma continua a girarmi per la testa un unico pensiero: IL CORAGGIO DI SCEGLIERE DI ESSERE FELICE, perché per essere felici bisogna volerlo e ci vuole tanto, ma tanto coraggio.

E questo augurio te lo rigiro, perché credo che questa scelta vada fatta ogni giorno, e a volte, ce ne dimentichiamo.
Buon fine e un buon inizio… perché poi in fondo “arriverà la fine, ma non sarà la fine” o no?  :D
Ti voglio bene Max…
Un abbraccio forte


Maria (Napoli)



Sento che questo 2017 sarà un anno importante, ricco di cambiamenti. Sento che non capirò poi molto, che mi immergerò nella vita senza neanche tanto capire. Sento che  ci saranno momenti in cui perderò un pò la bussola, mi sentirò senza certezze, in balia solo di me stessa. Sento che avrò tanta paura ma anche tanta voglia di fare. Sento che sarà un anno tosto, di lavoro, anche su me stessa. Mi piacerebbe aver finito ma so che non è così. Ho paura di ricontattare e riprovare cose spiacevoli, forti, disperate. Ho paura di non farcela poi a riprendermi. Ho paura di me stessa ma so anche che tante cose sono cambiate, che io sono cambiata. Che sono un'altra me, forse la vera me, e questa cosa io l'ho guadagnata grazie a te, al lavoro con te. E ora mi sto commuovendo. Un giorno forse arriverò a fare a meno di te, lo so, e sarà un giorno bello e triste  allo stesso tempo (lasciami anticipare il futuro, lo sai come sono, devo preventivare e anticipare le cose), ma porterò sempre dentro di me quello che ho appreso, viaggiando con te.

Nicole (Napoli)


È in momenti come questo che vorrei avere il dono della sintesi per poter esprimere tutto quello che ho dentro in poche parole, ma ho avuto modo di sperimentare che Lei sa leggere benissimo l'animo umano. Le auguro 100 volte il bene che lei ha fatto a me e alla mia vita. Le devo tanto. Con tutto il cuore. Grazie di tutto.


Stefania (Napoli)


Lettera al mio Stato dell'Io Bambino

Ti guardo riflessa in questo specchio, con gli occhi lucidi e un sorriso abbozzato. Mi viene voglia di proteggerti e di tenerti tra le braccia. Leggo nei tuoi occhi ancora il vuoto, quel posto da riempire che è buio e ti fa male. E vorrei dirti che non sei sola, che puoi essere te stessa, che puoi mostrarti al mondo senza sentirti sbagliata e inutile; e voglio dirti che puoi farcela, che non ti manca nulla, che se tutto dovesse sparire in un’istante, qui ci sono sempre IO. Ci sarò sempre a ricordarti quanto sei speciale, quanto sei dolce, quanto sei sensibile. Ci sarò sempre a ricordarti che il giorno in cui ti lascerai andare sarà finalmente l’inizio di un viaggio verso la tua crescita. E voglio dirti che TI VEDO, e che un giorno diventerai ciò che sei destinata ad essere. Asciuga quelle lacrime e combatti. Scava nel profondo di te quella forza primordiale, quella con la quale hai emesso il tuo primo vagito, quella che ti ha permesso di respirare, di piangere, di VIVERE. Combatti, lotta, ruggisci.  Credi nei tuoi sogni, perché se lo fai, un giorno, li vedrai realizzati. Urlalo a chi ti dice di “NON CRESCERE” che tu VUOI CRESCERE, e vuoi essere donna, autonoma e responsabile, e vuoi essere una psicologa, e poi una moglie e poi una madre …ma soprattutto vuoi essere TE STESSA, in tutte le tue sfaccettature! Amati, Mary…non sprecare questa vita. Diventa la tua prima fan e fa tutto ciò che può renderti orgogliosa. Io prometto di esserci ogni volta che avrai paura, ogni volta che vorrai mollare. Ti  rialzerò, curerò le tue ferite e ti aiuterò a trovare le forze per continuare il viaggio.
Insieme andremo lontano, devi solo scegliere di volerlo.  
“Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno: forse lo faranno tutti”.

Mary (Napoli)

Spero di non essere invadente nello scriverti due righe. Forse più di due... Quando ho intrapreso questo viaggio alla scoperta di me, non credevo fosse possibile tutto quello che oggi scopro essere diventato realtà. Ricordo con dolcezza il momento in cui mi dicesti che non sarebbe stato facile, che sarebbe stato come entrare in una grotta buia ma che non sarei stata sola ad affrontare questo viaggio e io mi sono fidata. Mi piace immaginarti come una torcia, in grado di farmi fare luce nei posti più buii. Mi hai permesso di guardare li dove non avrei voluto  piu guardare perché farlo faceva troppo male, hai ascoltato i miei tanti silenzi e mi hai abbracciata quando ne avevo piu bisogno, riscaldando il mio cuore. E allora se è vero che niente accade per caso  io ringrazio il caso che mi ha permesso di conoscerti, che mi pernette oggi di poterti fare i miei migliori auguri per il tuo compleanno e per dirti che ti auguro di continuare a essere luce per me e per tutti gli altri per lunghissimo tempo.  E chissà  magari, un giorno, ritrovarmi a farti gli auguri come collega e non piu come paziente. Nell'attesa....
BUON COMPLEANNO gordo  (e so che capirai).

Maria (Napoli)

Noto ogni giorno come anche nelle piccole cose la psicoterapia porti i suoi frutti, facendomi mettere da parte stupide prese di posizione e egoismi futili che in sostanza non mi darebbero chissà quali vantaggi o guadagni se non quello dell'infantile "ho vinto io, ho ragione io" e che in realtà mi lascerebbero dopo con un vago senso di insoddisfazione.
E niente, quindi bene, lascerò 5 stelle su 5 e una buona recensione sul libro degli ospiti. 

Andrea (Napoli)

LETTERA A ME STESSA

Cara Nicole
che strano scriverti. Voglio dirti solo un paio di cose. Sii fiera del percorso che stai facendo, stai imparando a rispettare te stessa e a volerti un pò più bene. Lo so che hai paura, hai paura di ritornare in quella chiusura relazionale, in quel guscio protettivo da cui un tempo osservavi il mondo e le cose che vi accadevano. Hai paura di abituarti a non sentire più quelle emozioni che l'innamoramento ti faceva provare. Ma non sarà così. Non lo puoi sapere come sarà il futuro. Puoi solo imparare a vivere il presente.
È strano, è strano come tu sia diversa ma al contempo uguale a te stessa rispetto a soli pochi mesi fa. Hai una consapevolezza diversa, una forza diversa. Eppure sei ancora quella ragazza insicura ed imparanoiata di tanto tempo fa. Quelle ragazza che teme le rotture e che ha paura della solitudine. Anche se oggi ne hai un pò meno paura. Riesci a stare bene, riesci ad affrontare i momenti negativi anche da sola.
Stai capendo che la vita non è fatta solo di bei momenti. È fatta anche di momenti brutti, tristi. Ma hai capito che tutto questo è normale. Che stare giù è normale.
Prima, prima di Marilena e di tutto questo percorso, la tua era una calma apparente. Una calma dettata dal non voler vivere. Ora, raggiungere un equilibrio è più difficile. Ma si può fare. Vivendo al contempo sia emozioni positive che negative.
Senti che c'è tanto ancora da fare, che hai fatto comunque già abbastanza, già tanto. Sii fiera di questo. sentiti orgogliosa per una volta di quello che stai facendo.
Stai imparando pian piano ad essere adulta, e pure se a volte cadi nello sconforto guardando altre persone che alla tua età hanno fatto tanto, ricordati sempre da dove sei partita e ricordati tutte le piccole conquiste che stai facendo.
Questa è comunque una letterina di Natale, di auguri. Bene, voglio farti qualche augurio.
Voglio augurarti di non aver paura di rischiare, voglio augurarti il coraggio di voler vivere ciò che vuoi.
Voglio augurarti il coraggio di sbagliare.
Non si è perfetti e non lo si sarà mai, ricordatelo sempre. Vivere è capire nel momento stesso in cui stai vivendo.
Ti auguro di realizzare i tuoi sogni, di scoprirne altri e di guardare avanti con uno sguardo di speranza.
E ti auguro di provare sempre amore.
Se è l'amore ciò che vuoi allora è amore che devi dare.
Ti lascio con una citazione che sento tanto mia in questo periodo:
"Io la voglio questa vita la voglio da impazzire, dovessi impazzire da morire è vivere che voglio" (Alessandro Baricco)

Nicole (Napoli)


Ciao... scusa il disturbo... volevo dirti che nn so csa farò... ma stasera m sento strana... voglia di reagire... di cambiare... nn posso accettare di buttare la mia vita... lo so che nn sarà facile, che dovrò affrontare la "Controcorrente" ma voglio farcela... grazie di tutto.


Alba (Sant'Antimo)


Cmq non smetto di pensare all'incontro di gruppo di ieri. A F..., che dice "come è bello farcela da soli", a G... entusiasta, mi fanno luce in questi giorni complicati. E con le loro parole e i dolori del mio corpo, oggi mi ricordano che ce l'ho fatta ieri e posso farcela ancora. Rivedo la tentata incapacitazione di A..., che è pure la mia e che, come lo spirito del natale, mi mette in guardia da ciò che non voglio più per me. Grazie a tutti.

Maria (Giugliano)


......sappi che sapere che esisti mo fa sentire le spalle coperte...... Ti stimo e ti voglio bene....... So che fai " solo" il tuo lavoro......ma stai dando nuova vita a persone che amo profondamente.


Claudia (Napoli)


Dopo tanto girare, dopo tanto penare, dopo tante prove, tentativi, esperimenti, ho capito caro dottore che la differenza la fanno le persone e non i titoli; le relazioni e non gli attestati; le esperienze sul campo e non la conoscenza bibliografica; il talento coltivato e non il curriculum ossessivamente collezionato.
Ho girato medici, semplici e specialisti, professori di ogni genere e pure psicologi, terapeuti di quella o quell’altra branca, giovani e meno giovani, patiti del lettino o dei materassini; da solo, in coppia, in gruppo o con tutta la famiglia per capire solo adesso che non esistono gerarchie o graduatorie. Psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, così come neurologo, counselor, neuropsichiatra o cos’altro diavolo vi pare, non significa niente: esistono professionisti che aiutano ad ottenere risultati e professionisti che non aiutano, e la differenza non la fa la carta intestata ma l’umanità e l’esperienza che hanno dentro. La differenza sta nella capacità d’intuito, d’ascolto, di comprensione; nella capacità di favorire e facilitare la relazione, di attivare il processo terapeutico, di sostenere il paziente dandogli permessi o nel coraggio di frustrarlo perché si riattivino le sue potenzialità e le capacità di autorealizzazione assopite, ma soprattutto nella volontà di vederlo ed accettarlo così come è.
Se penso a quanti farmaci ho ingurgitato nella speranza di placare la mia ansia, le mie paure e le angosce esistenziali della mia vita insoddisfatta, mi viene da piangere. Mi ritorna il sorriso quando penso a come sono stato fortunato (e forse anche un po’ intuitivo) ad imbattermi in quella sana relazione che cura; in quella sana relazione che fa crescere.

Luigi (Napoli)


Sin dai primi momenti della terapia ho avuto come l'impressione di essermi messa in viaggio. Un viaggio il cui obiettivo non era tanto arrivare ad una meta, ma semplicemente viaggiare. Quindi tutto ciò che ne consegue, "luoghi" nuovi e nuove prospettive di vita. In una stanza con due poltrone blù ho incontrato tante persone e mi sono confrontata con tante parti di me stessa, che ho forzatamente lasciato in silenzio per molto tempo. Da questo silenzio sono riemerse prepotentemente sfaccettature di me che oggi stanno facendo la differenza in un insieme che è ormai più colorato. Se potessi direi a tutti di intraprendere questo viaggio dentro se stessi, che definirei sicuramente il più avventuroso che ci sia, perchè ci vuole coraggio per sfuggire dalle abitudini di una vita insoddisfacente. Ho pensato a ciò che ci siamo detti nel nostro ultimo incontro, quando ti parlavo dei miei sensi di colpa verso il passato e verso quelli che per me, ora, sono degli errori, ho pensato alla città di Roma, lei senza le sue rovine non sarebbe ciò che è, non sarebbe così grande, senza le ferite dei saccheggiamenti e delle guerre, sarebbe un'entità senza memoria... è incoraggiante sapere che su quelle rovine si erge una magnifica città che deve gran parte della sua grandezza proprio a loro. Morale: Le mie rovine sono una base su cui costruire un bellissimo luogo in cui vivere ricco di memorie. Grazie di tutto, i nostri incontri sono stati momenti di profonda conoscenza e ispirazione che custodirò per sempre.


Stefania (Battipaglia)


Egregio dottore, ero molto in dubbio se scriverle via e-mail oppure inviarle una lettera scritta di mio pugno come si faceva una volta. Ho deciso per la prima ipotesi solo per farle sapere di me a distanza di tempo. Ancora non posso credere alla sparizione dei miei attacchi di panico che non si sono mai più verificati e credo che oramai resteranno solo un brutto ricordo. È stata dura ma alla fine, grazie al suo aiuto, alla consapevolezza sviluppata durante il nostro percorso, e alla capacità di scelta che quest'ultima mi ha potenziato, ci siamo riusciti. La mia non è adulazione o compiacenza (conosce la mia schiettezza), ma pura riconoscenza per avermi indicato la via migliore, nonostante le mie resistenze. Se vuole l'autorizzo a pubblicare questa mia sul suo sito personale, perchè possa essere d'aiuto a chi soffre come ho sofferto io, per capire che la risoluzione dei disagi psichici è possibile se ci si crede e ci si fida e affida a chi ha competenza e pazienza come ha avuto lei con me. So che qualcuno sarà diffidente come lo sono stato io nel leggere queste stesse testimonianze, ma lei lo sà, non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere. Grazie ancora.

Mariano (Napoli)


È quasi un anno che non ci si vede ed è tutto cambiato. Vorrei incontrarti solo per il piacere di farti vedere i cambiamenti positivi avvenuti in questa famiglia che era ormai allo scatafascio. Ti vorrò sempre bene e non smetterò mai di ringraziarti per avermi insegnato soprattutto ad accettarmi per quello che sono e a rendermi conto che anche io HO dei limiti. A prestisssssssssssssssimo. Ciao DOCTOR MAX.

Franca e Pino (Napoli)


Grazie Dott per averci aiutato a capire e ad accettare che, pur osservando la medesima realtà, possiamo darne due letture diverse che si integrano e si completano. Oggi ho capito che la mia percezione non è migliore o peggiore di quella di mia moglie, ma solo diversa e questo ci arricchisce invece di allontanrci come succedeva prima. Oggi invece di metterci a litigare per ogni cosa, per ogni diversa visione, facendone una questione di "avere l'ultima parola", insieme condividano le nostre visioni arrichendole ed arricchendoci reciprocamente. Ora sò che ogni relazione amorosa ha per scopo il raggiungimento non di una visione comune, bensì di una comune "creazione". Queste nuove consapevolezze le dobbiamo a te, al tuo aiuto, alla tua pazienza nell'averci guidato verso un nuovo e miglior modo di vedere la nostra vita insieme.

Marco e Paola (Latina)


... ed eccomi qui sul mio pontile di fronte al mare, il cielo è grigio, dalle mie cuffie una melodia triste, il mare è da sempre lo specchio di tutti gli esseri umani, riflette quello che hai dentro, amplifica le nostre emozioni, in questo momento il mare ha un colore cupo, grigio, e sta rispecchiando me stesso, sta amplificando le mie sensazioni di sconforto, concilia il mio pianto, un pianto da sempre negato da messaggi esterni, messaggi che dicevano: se sei triste e si piange non si va bene, sei debole, sei sconfitto, invece stamattina al mio risveglio ho cercato di rispettare la mia anima e fregarmene di tutto, ho cercato di rilassarmi e ascoltarmi e ad un tratto la mia tristezza e i miei sconforti si sono smossi, hanno preso vita sottoforma di lacrime e lamenti e hanno abbattuto la diga di falsi pensieri che li teneva lì fermi dentro di me a marcire senza dare spazio ad altre emozioni e sensazioni, in quel momento sentire le lacrime scendere e la mia voce lamentarsi ho avuto una sensazione paradossale, ero contento di piangere, è stato un pianto breve ma l'ho sentita come un'altra piccola conquista, in quel momento la mia anima piangeva e la mia mente si "apriva" ... quel piccolo pianto è stato come una leggera pioggia che ha spazzato via la nebbia che offuscava i miei orizzonti e vorrei, senza impormelo, un pianto forte lungo e urlato facesse da nubifragio per schiarire del tutto i miei orizzonti dalla nebbia...

Giuseppe (Salerno)


... è vero, ci hai insegnato tanto e ci hai fatto capire tante cose. Io ho capito, sto imparando ad amare, a voler bene per come mi si mostra una "situazione" senza per forza cambiarla, accettando la realtà per quella che è e non per come la vorrei. Anche se litighiamo, o meglio battibecchiamo, poco dopo riusciamo a chiarirci e sono diventata più "leggera", anche coi bimbi, li lascio VIVERE senza opprimerli, senza cercare la perfezione e questo per me è stato difficile e lo sai ma in fondo... nulla è impossibile!
Questo "abbandono", questo non averti nemmeno potuto ringraziare, salutare a 4'occhi è stato bruttissimo, ma questa volta non mi ha fatto spavento, da sola posso farcela, adesso, grazie a te e alle tue tante provocazioni, i rimproveri, il tuo spronarmi di continuo.... DOCTOR MAX, ANCORA GRAZIE. GRAZIE PER ESSERCI STATO!

Franca e Pino (Napoli)


Io e la mia tristezza, quell'emozione che per troppi anni ho tenuta repressa dentro, per non trasmettere il mio stato d'animo alle persone che mi circondavano, indossavo una maschera bella e sorridente, senza accorgermi di auto lesionarmi, o se proprio la maschera diventava pesante sul mio volto allora lasciavo trasparire le mie malinconie sul mio viso, ma con un sapore di una doppia angoscia, la mia, e quella di trasmettere la mia tristezza agli altri, ed era forte anche il pensiero che se ero triste ero debole, non ero all'altezza, non ero quello che avrei voluto essere, avevo il pensiero che se ero triste non ero considerato...
Ora sono qui "sul mio pontile" per vivermi la mia giornata cercando di vivere la mia tristezza e la mia malinconia con serenità, sembra un paradosso ma è un nuovo pensiero che si aggiunge alla mia filosofia, quello di vivermi qualunque emozione fino in fondo qualunque essa sia, talmente in fondo che vorrei riempire questo immenso mare di qualche lacrima del mio pianto, "il pianto è l'orgasmo della tristezza" che fa sfociare quello che hai nell'anima, ad ogni lacrima gli darò un significato, ad una quella di non aver quasi mai rispettato i miei sentimenti e le mie emozioni, ad un altra il pentimento di non aver vissuto gli anni più belli nel modo che desideravo, ad un altra quella di mettere "le mie cose" in secondo piano…
per la prima volta nella mia vita aspetto che il pianto mi avvolga in pieno… meglio un sorriso in meno che uno in più ma finto… per la prima volta ho sentito un sollievo venuto naturalmente derivata dalla mia tristezza, ho cercato di scavarmi dentro, chiudendo gli occhi vedevo solo la mia anima che sentivo triste, piangente e pentita, ed il mio volere in quel momento era solo di assecondarla e di capirla, e la sensazione è stata quella di essere entrato in contatto con me stesso come mai prima...

Peppe (Napoli)


"Piangi, perchè il pianto è respiro che fa superare l'impasse. E la crescita continua..." (Fritz Perls)
ciao massimo,, credo che sia prorpio questo di cui ho bisogno in questo momento..mi potrà aiutare a ridare continuità alla mia crescita e cambiamento
p.s.: ho scritto una lettera "al mio bambino" e voglio che tu quando puoi la legga......è un pò lunga, la stò riscrivendo a pezzi sul pc, e quando sarà completa la invierò.....
ciao massimo..un' abbraccio e forse non te l ho mai detto.... ti stimo !!

LETTERA ALLA MIA PARTE "BAMBINA"
ciao peppe, eccoci che ci guardiamo , tu sei lì seduto su una poltrona,,, ti vedo in difficoltà , cerchi qualcuno che si prendi cura di te, e voglio dirti che ci sono io a farlo, ci sono io che ti guido quando è buio,, ora ci sono io che ti sto vicino quando ti senti solo,,ci sono io a consolarti e ad ascoltarti quando ne senti il bisogno,,

sò che cerchi lina che ti ha sempre fatto da pilastro , ti ha sempre ascoltato e coccolato ,,lei è sempre stata la tua spugna che assorbiva le tue angoscie,, paure pianti, insicurezze,, ora ti dico che puoi contare su di me,, ora sono io la tua spugna ,,ora siamo io e te,,se hai bisogno di qualcosa dillo a me che sarò io a dartelo,,,tu ora pensa a stare tranquillo,, che nei momenti di difficoltà sarò io a superarli e tu devi solo seguirmi,,,ora sarò io a lavorare a sudare e se vuoi puoi stare lì a guardarmi,,,,,,se vuoi rimani ad ""aspettare"" che a "dare" ci penso io,,

ora ci troviamo in questa battaglia continua della vita che per trovare spiragli di serenità bisogna ""armarsi e lottare" ma tu stai tranquillo che sarò io a farti da scudo per proteggerti.
seguimi in questo cammino osservando la mia crescita e i miei cambiamenti e puoi anche aiutarmi ad essere piu entusiasta ed apprezzare le cose piu semplici,,vieni fuori quando cè da creare, da inventare, da scoprire, vieni fuori nei momenti piu leggeri che a quelli pesanti ci metterò io la forza per reggerli

fin ora sono stato molto dolce con te ,, ma ora voglio anche dirti che per me è finito il tempo di aspettare, ""voglio andare"
è finito il tempo di autocommiserarmi, nessuno può risolvere le mie complicazioni ""voglio autostimarmi""
è finito il tempo di aspettare che le cose cambino da sole,,,
una volta ormai scoperte è arrivato il tempo di sfruttare le mie capacità tutte, combattere, vivere per scoprirne altre ancora,, accettare questo momento di sconforto ma senza rilassarmi, vissuto lo sconforto ho la capacità di trarre da esso nuove energie per continuare a camminare lungo la mia strada.....

Peppe (Napoli)


DISCORSO FRA DUE PARTI
USANDO LA SEDIA CALDA


- Nera: ciao sono Marilena nera, sono tutta nera come un'ombra sono in un angolo buio, sono arrabbiatissima, dispettosa, triste, diffidente.
- Bianca: ciao io sono Marilena bianca quella che penso vorresti essere. Sono bianca, seduta su una bella sedia, tranquilla con la luce intorno, serena e ti guardo con molta compassione in quell'angolo, perchè sei li tutta sola?
- Nera: sono sola perchè forse sono cattiva, perchè non porto a termine le cose che inizio, perchè non ho passioni, io so mentire bene così riesco ad ottenere anche io quello che voglio. Io sono sola.
- Bianca: io sono buona, io ci metto attenzione nelle cose che faccio, con amore... me le godo con serenità, non dico bugie, sono me stessa, sono calma, tranquilla, faccio quello che mi piace e ci riesco bene. Non sono sola e non mi sento sola... sorrido sempre.
- Nera: io il sorriso lo uso solo per farlo venire agli altri, per farmi trovare piacevole, e uso anche tante altre cose per conquistarli, li coccolo, li ascolto, condivido i loro interessi, a volte li faccio diventare perfino i miei, ma lo faccio solo per un mio interesse, ho bisogno di loro, del loro bene, della loro presenza. Loro credono cosi che io sono brava e che ci tengo, li amo, mentre lo faccio solo per non perderli e farmi amare.
- Bianca: e cosi sei felice?
- Nera: No, non lo sono mai perche devo stare sempre attenta che non mi scoprono e che non mi capiscono veramente... e tu, invece tu come vivi?
- Bianca: io... io mi faccio i fatti miei. Seguo quello che sento, quello che voglio, ma sono tranquilla, non m'importa del parere delle persone. M'importa di stare bene, di vivere tranquilla, mi accettano come sono altrimenti problema loro. Sto con chi sceglie di amarmi e basta.
- Nera: e con l'amore?
- Bianca: l'amore per me è una cosa bella, non è fatto di minaccie, è una cosa corrisposta, a due, dove ci si riempe, senza bugie, dove c'è solo ed esclusivamente la voglia di stare insieme, di viversi e amarsi giorno dopo giorno... condividere...
- Nera: per me l'amore è un tormento, dove devo stare ancora più attenta a nascondermi, dove devo guadargnarmi ancora di più le attenzioni, e stare sempre attenta e tenere tutto sotto controllo perche appena mi volto mi possono pugnalare alle spalle, e sai una cosa Bianca, mi succede sempre, ogni volta che sto per lasciarmi andare e mi abbandono a quello che sento, credendo che la persona che sta con me sia vera, che ci tiene a me "Bam" ecco che mi pugnalano... mi pugnalano sempre quando arriviamo quasi a quello che io voglio ottenere "che mi hanno dimostrato che ci tengono, con qualche gesto importante" e poi subito in fuga..... via da me senza nemmeno un ripensamento, dimenticandosi completamente come se non fossi mai esistita e io dopo.... dopo, la mia rabbia aumenta e anche il male che mi porto dentro, e io divento sempre più Nera. Solo dolore...
- Bianca: e poi come fai con queso dolore che hai dentro?
- Nera: come faccio? Non faccio! Inizio un rifiuto totale per tutto e inizio a pensare sempre e solo alla stessa cosa, a come sia possibile cancellarmi in un niente... penso che me lo merito perchè so di aver manipolato, forzato le cose, di aver chiuso gli occhi su tante altre cose e di aver desiderato cosi tanto da non dare il tempo che le cose potessero da sole e accettare nel caso non fossero venute. Il dolore si fa sempre più atroce e il fisico non c'è la fa più, si blocca sempre allo stesso punto e si ferma sulla bocca dello stomaco e quando comincia a pressare così forte, ecco che scatta l'umiliazione. Sono disposta a qualsiasi cosa per non sentirlo e so subito di cosa ho bisogno, di lui anche se per finta, se per poco e continuando ad imporlo con il mio vittimismo, ho bisogno di lui che mi abbraccia, che mi rassicuri in qualche modo, che non mi lasci per sempre, io sarei disposta anche ad aspettare.
- Bianca: le tue parole mi spaventano e m'intristiscono, come fai? Come fai ad accettare tutto questo; io non potrei mai dopo non riuscire nemmeno a guardarmi allo specchio, arrivare così in basso, ma poi per essere amata a tutti i costi da qualcuno che non ti ama.
- Nera: lo so è assurdo infatti nello specchio io non mi ci guardo mai e mi odio per questo perchè alla fine sento di non essere mai stata amata e di non aver mai amato veramente nonostante non abbia mai vissuto la mia vita, nonostante il mio uomo ogni volta diventava il centro della mia vita e l'accudissi meglio di come si fa con un neonato, amante, moglie, amica, serva, di tutto e di più. Se penso a questo dolore a volte so che me lo procuro anche da sola, e forse so come faccio, mi isolo da tutti e penso continuamente a perchè: perchè mi ha lasciato, a cosa facevamo insieme, a come sia possibile avermi cancellato cosi velocemente e poi penso alla mia rivale, che è sempre più bella di me e riesce ad ottenere quello che io desidero più di me stessa, il suo interesse, perchè poi mentre faccio la vittima, io a loro li vedo interessati delle altre fino ad innamorarsene davvero e ad arrivare fino in fondo. E così mi viene l'ansia che alimento con i ricordi fino al dolore che preme sempre sullo stesso punto, in petto.
- Bianca: rivale? Come ti viene di paragonarti ad un'altra, io nella mia serentità non lo farei mai, mi trovo così bella e tranquilla che penserei solo fosse stato lui a perderci a non stare con me e se pure stessi male non glielo direi mai perchè non sarei felice se tornasse da me senza esserne convinto o solo perchè l'altra non gli ha offerto niente di meglio. Lui deve sceglierti ogni giorno. Non potrei vivere con quella paura che ogni persona nuova potrebbe essere una minaccia per me, lui deve volere me e considerarmi la migliore, farmi sentire la migliore e io devo vivere la mia vita serenamente.
- Nera: ecco Bianca, questo è uno di quei momenti che ho dolore al petto, eppure fuori è una bellissima giornata, di là nella sua stanza c'è la mia piccola luce, quella che mi rende meno nera. Dovrei essere felice di scendere dopo con lei e anche solo passeggiare, goderci la giornata e invece no, penso alla solitudine, a tutti che hanno le loro cose da fare, la loro vita, il loro amore, la loro compagnia e mi sento sempre sola, forse abbandonata a me stessa. Vorrei sentire quando sto con la mia figlioletta che non mi manca niente, ma non è così. A volte mi succede ma sono poche, forse perchè gia penso a quando se ne andrà dal padre, per una parte mi sta bene, perchè quando stò così è meglio che non c'è l'ho con me, la mia tristezza invade anche lei. Voglio liberare entrambe, lei tranquilla senza di me e io posso star male; per un'altra parte mi sento continuamente in colpa per non averle dato, anzi, averci dato la famiglia che meritavamo, e una mamma che lei meritava, forse una mamma come te Bianca.... tu come saresti come mamma?
- Bianca: io coccolerei sempre la mia bambina, le spiegherei sempre le cose giuste e sbagliate, ma sempre con una voce calma e tranquilla, le darei delle regole perchè si troverebbe male nella vita senza di quelle. La proteggeri e non le farei mai del male, cercherei di essere sempre forte in sua presenza, mai triste, sarei sempre felice di star con lei. Non la condizionerei, la farei sentire libera e cercherei di non deluderla, con lei non mi sentirei mai sola.
- Nera: sinceramente Bianca io credo di essere il suo male anche se so che mi ama tanto, perchè la condiziono, a volte la faccio star male con il mio umore nevrotico, quando le urlo, trema, ha paura, paura della sua mamma. Teme che io non possa amarla più, che io possa star male. Io mi sento sempre più nera perchè penso al peso che le stò dando, lei cerca sempre di farmi sorridere, di essere sempre perfetta per me. E anche questo mi fa star male perchè io cerco in tutti i modi di farle capire che l'amerei a priori, sempre e comunque, e che lei deve essere se stessa senza pensare a me. Ma ottengo il contrario. Non avrei mai voluto comportarmi come mia madre, ma spesso mi vedo come lei nei confronti di mia figlia, e vedo il mio angelo come me quando ero piccola; anche se di una cosa sono sicura, io oltre a tanto male, le dò tutto l'amore che mia mamma mi ha fatto mancare, sono presentissima in tutto quello che fa, le dò affetto illimitato anzi a volte eccessivo e in quei casi lei è felice. Mia figlia mi guarda e mi dice che è felice di avere una mamma come me e io per un pò m'illumino anche se dura poco. Lei mi dà gioia.... A volte penso che un giorno si renderà conto anche lei di come è la sua vera mamma e andrà via, mi lascerà anche lei.
- Bianca: non dire così tua figlia ti ama, nonostante tutto il dolore che hai provato, per lei ci sei sempre stata e in modo coraggioso, anche se ha assistito a delle cose brutte, alle tue lascrime... alla fine ti sei sempre rialzata, la portavi in tutti i posti possibili e immagginabili perchè non volevi che lei si perdesse niente, anche da sola. E' vero eri assente con la testa, ma le vostre vacanze, le vostre passeggiate lei le ricorda tutte con felicità. Lei ti guarda e ti dice "mamma che risate che mi fai fare, che ci facciamo insieme". Non c'è stata notte che non le hai raccontato storie, non c'è stata volta che non hai colorato con lei, giocato... si forse con la tristezza nel cuore ma per lei ci sei sempre stata. Ancora oggi pensi sempre a come lei possa star bene prima che tu fai le tue cose, l'accompagni nelle sue cose sempre, lei si fida di te, lei ama stare con te, e ti dimostra che sei la prima per lei, sempre.
- Nera: di nuovo il forte dolore in petto... sto pensando di nuovo a lui e penso a quanto sono stupida, a come ho enfatizzato il nostro rapporto. Lui, a solo un mese con lei, sta facendo cose che non faceva con me, ed io che nella mia testa mi ero costruita tutto un rapporto speciale. Giustificavo le sue mancanze perchè lo volevo, mi piaceva, mi stavo affezionando, gli volevo bene, e saperlo con lei fa crollare tutto il grande castello che mi ero creata. E non lo accetto, non voglio accettarlo, saper di non aver lasciato nessun segno, se lo incontrassi sfogherei ancora, e lui mi guarderebbe non capendo da dove viene questo mio comportamento cosi eccessivo, dopo che il nostro rapporto era cosi superficiale. Mi odio perchè m'incolpo di non essere andata via quando avevo capito che certe cose non venivano, non era preso con il cuore... non mi sopporto perchè non mi sono goduta nemmeno i momenti insieme, chiedevo solo amore e sembrava aspettassi solo che era lui ad andare via... penso a lui per stare male, penso a ogni minimo particolare con lei per stare male, perchè faccio cosi?
- Bianca: non so cosa dirti, mi lasci senza parole, forse è giusto stare male per qualcuno che non c'è più, ma tu sembri punirti, ti torturi, fai pensieri assurdi, cerchi di stare a passo con la loro vita invece di allontanarti da questi pensieri. E' inevitabile che poi stai male. Io non sprecherei il mio tempo a pensare a qualcuno che devi vedere se si ricorda ancora di te, certo potrei stare male ma mi prenderei la mia vita in mano da subito, non gli permetterei di rovinarmi ogni sigolo giorno; ma poi gia sapendo che non c'è più niente da fare. Acceterei la realtà, non era quel rapporto speciale che credevi, non era amore, vi piacevate e stavate bene insieme ma non c'è stata quella cosa in più, adesso che colpa vuoi fare a lui e a te, quel che e fatto è fatto. C'è solo da andare avanti come del resto sta facendo lui, rimanere legata al passato ti prolungherà solo il dolore. Stai lontana da lui, dalle sue cose e dai suoi ricordi e cerca di riprenderti la tua vita. Fai della tua vita un piacere di essere vissuta e metti te stessa al centro... fissati un obbiettivo, impara ad amarti e vedrai che otterrai quello che desideri con tutta te stessa "amerai e sarai amata davvero".
- Nera: sai Bianca mi sto affezzionando a te, adesso mi viene da dirti che non vorrei mi lasciassi anche tu, mi metti speranza...
- Bianca: sai Nera puoi stare tranquilla, io saro sempre con te, non posso e non voglio lasciarti.
- Nera: l'ho fatto di nuovo Bianca e adesso ho un mal di stomaco incredibile, ieri era la vigilia di natale, forse volevo tirami un po su e volevo affidarmi al destino ma non è cosi, l'ho manovrato come al solito... secondo lui ci siamo incontrati per caso ma invece ho fatto in modo io che accadesse... abbiamo preso un caffe insieme, le mie mani tremavano, lui se ne è accorto subito; io gli ho detto che era il freddo. In quel momento tremavo perchè ero cosi felice di stare con lui, ma avevo anche un ansia forte perchè avevo paura di me stessa e di quello che avrei potuto dire. Cosi ci siamo abbracciati subito anche nel bar davanti a tutti. Poi lui scherzando ha detto: "ti faccio questo effetto"? Io ho sviato. Siamo andati in macchina a fumare una sigaretta, eravamo uno difronte all'altro e io volevo cercare di mascherare in tutti i modi quello che stavo provando; abbiamo scherzato come al solito e non so come nel gioco è uscita una frase "tu dipendi da me".... mi sono sentire morire perchè sapevo diceva la verità: gli avevo dato quel potere, come al solito ho sviato scherzando, dicendo che il mio era solo un capriccio... abbiamo passato un paio d'ore in quella macchina ad abbracciarci e lo sentivo che aveva piacere a stare con me... questo è bastato a farmi stare con un umore allegro tutta la giornate e a non pensare nemmeno che mio marito passava il natale a casa dell'altra. A mezzanotte ho ricevuto pure i suoi semplici auguri; ero felice, mi aveva pensato, ma quando la mattina mi sono svegliata e avevo capito che aveva passato anche lui la notte con l'altra, di nuovo il mal di stomaco, subito l'umore a zero, ho passato il natale a letto nonostante la mia famiglia era a casa mia per me... e poi ecco il pensiero fisso: adesso lo scrivo... "hey" nessuna risposta... e il pensiero sempre peggiore, sai ho provato anche a cercarti Bianca, ho detto aiutami tu, prova a farmi ragionare, fammi capire che uno che non ti risponde non vuole parlarti, niente... non ho voluto trovarti, ascoltarti, e ho pensato a cos'altro scrivere, a come farmi più male e mi sono detto perchè non dirgli cosa voglio in questo momento e ho scritto "volevo venissi a casa mia" ovviamente nessuna risposta. Silenzio.
- Bianca: e adesso come ti senti?
- Nera: odio il silenzio Bianca, come quello che adesso c'è in casa, come quello che ha usato lui, era meglio una qualsiasi risposta ma avrà pensato: "poverina, per spingersi cosi in basso è innamorata folle" e invece, ancora peggio, non so nemmeno se l'ho fatto perchè sono innamorata, ma è semplicemente la voglia di attutire questo vuoto immenso che ho dento... comunque adesso non ce la faccio a stare a casa, adesso reagisco e esco perchè proprio non mi sopporto.
- Bianca: fai bene esci, sono arrabbiata anche io con te, non riesci, torniamo sempre al punto di partenza, non mi ascolti, non vuoi soffrire una volta e per tutte, non vuoi lasciare la bambina che è in te. Io non posso aiutari cosi, nessuno può aiutarti in questo modo, senti di non farcela perchè ancora non hai deciso sul serio di cambiare, ancora non sei convinta di cambiare, ancora non sei convinta che con questi atteggiamenti non vai da nessuna parte. Basta elemosinare amore, riesci a rendere triste anche me; ma come puoi buttare cosi la tua vita, non goderti le tue giornate, desiderare nient'altro solo di essere amata...
- Nera: e dopo che ho saputo pure perchè non mi ha risposto, era con lei... lo scivo di nuovo: "allora non verrai". Mi chiama... era indeciso, poi, appena abbiamo parlato e avermi sentito dire tutto quello che provavo, mi ha detto che non aveva senso, che cosi io poi l'avrei odiato, che per lui ci saremmo anche potuti vedere perchè è sempre attratto da me, ma che non voleva che poi dopo si sarebbe rovinato quel fatto che almeno quando ci vediamo ci vogliamo ancora bene e potremo sempre passare qualche ora insieme cosi solo per salutarci, che forse era cosi convinto anche perchè forse sapeva che io ci sarei sempre stata... Apprezzo il suo gesto di non aver continuato per non farmi del male, ma avrei voluto io scegliere di non farmi più del male e di non fare la vittima; fine alla fine avrei voluto fare la donna è dire "tranquillo mi passerà"... fortunatamente li c'erano i miei amici che mi hanno sostenuto Bianca, mi hanno abbracciato mentre piangevo e mi hanno parlato, tutti mi hanno fatto sentire te quello che vorrei essere perchè mi hanno ricordato quante potenzialità ho, che non mi manca niente, che arriverà il mio momento, mi hanno fatto sentire amata per quello che sono senza che gli stessi dando niente in cambio, senza finzioni, mi hanno ricordato che devo iniziare da mia figlia che ha bisogno di me e che devo farlo subito, che devo essere più egoista, mettere me al centro della mia vita, come sono sono, e farci entrare solo chi mi accetta così, solo le cose che mi fanno star bene allontanando tutto il resto e non permette più a nessuno di farmi sentire cosi... migliore di me... che devo pensare solo a me perchè io valgo e che ce la posso fare se lo decido davvero, mi hanno messo positività e adesso mentre scrivo sono serena...
- Bianca: vedi basta che lo desideri e ce la puoi fare, dammi un pò di più ascolto e io ti sarò vicina, se riusciamo a diventare un unica cosa io e te dopo saremo felici dentro e questo non potrà togliercelo più nessuno... so che non sai come fare ad amarti ma troveremo la strada e ci faremo aiutare da chi ci vuole bene per quello che siamo... Iniziamo da oggi e facciamo che questo sia il nostro obbiettivo.... Unite e Uniche...


Marilena (Napoli)

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