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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: Dott. Massimiliano De Somma - PSICOTERAPIA NAPOLI - Anatomia della coppia - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

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Anatomia della coppia
di Alejandro Jodorowsky


Una coppia di innamorati si trova su un'altura di Valparaiso. La notte è chiara e ai loro piedi si stende la magnifica baia, con l'acqua scura e il grande arco formato dalle luci della città.
"Guarda, caro, tutte quelle luci!" esclama la giovane donna: "Sono altrettante persone che vivono, amano, mangiano, dormono, sognano"
"Be'..." interviene il suo amante, "io credevo che tutti quei puntini luminosi fossero soltanto luci."


Due persone osservano la medesima realtà ma ne danno due letture diverse. La percezione dell'uomo è meno poetica di quella della donna. Ma non importa se per lui il mondo è più banale. L'importante è che la sua visione non sia quella di lei. Invece di mettersi a litigare al riguardo, facendone una questione di "avere l'ultima parola", è bene che i due condividano le proprie visioni arricchendosi reciprocamente.

La relazione amorosa ha per scopo il raggiungimento non di una visione comune, bensì di una "creazione" comune. Si tratta del luogo in cui dovrebbero essere condivise visioni diverse. I saggi del Talmud commentano in gruppo le interpretazioni della Torah. Nessuno mette in discussione o contraddice l'altro. Semplicemente espongono quello che devono dire - sovente dando versioni opposte - e lasciano decidere a Dio.

Un filosofo e un poeta camminano insieme. A un tratto il filosofo, guardando per terra, dice:
Guarda, un uccello morto!".
Il poeta esclama, guardando in cielo: "Dove? Dove?".


Tutti abbiamo il diritto di pensare come vogliamo, ma non dovremmo affermare davanti agli altri che la nostra visione è la misura del mondo. Una coppia armoniosa è un duo che mette in comune le proprie differenze, ma nessuno dei due deve essere così ipocrita da interpretare un ruolo che lo renda simile all'altro in ogni suo aspetto.

"Eh già! Così va il mondo!" afferma il maschio. "Oh, caro, hai proprio ragione!" annuisce la moglie. Anche se pensa il contrario, per vivere con un uomo tanto vanitoso lo imita e cade nel tranello del "sembrare". O viceversa. Quei due stanno insieme non tanto per autentico amore quanto per bisogno di protezione. I due hanno formato una simbiosi.

Una larva indifesa trova una conchiglia vuota, e poiché vive in un ambiente ostile si rifugia in quell'involucro. La conchiglia "protegge" la larva e la larva la fa "vivere". Non è una relazione da larva a larva, né da conchiglia a conchiglia. Non è una coppia ma una collaborazione, nel bene o nel male (piuttosto nel male), tra due solitudini.

Una coppia va in vacanza. Cinque minuti dopo che l'aereo è decollato, la donna lancia un grido: "Mio Dio, ho lasciato il ferro da stiro acceso...".
"Sta' tranquilla," risponde il marito, "non ci sarà nessun incendio: io ho dimenticato di chiudere il rubinetto della vasca da bagno..."


Un uomo e una donna che non hanno sviluppato l'Io superiore o quintessenza, e devono sopportare le perenni dispute tra i loro quattro ego, casualmente si incontrano. Si sentono attratti l'uno dall'altra. Formano quella
che credono essere una coppia. All'inizio, entrambi fingono di essere come l'altro vorrebbe, per rendersi reciprocamente gradevoli. Ma a un certo punto i due avvertono le loro differenze ed essendo incapaci di tollerarle, sopraggiunge la catastrofe. Ma in realtà che cosa è successo? Hanno cercato nell'altro il completamento di quello che mancava in loro. Per esempio: lui dimostra una grande astuzia intellettuale e una sessualità vigorosa, ma nell'esprimere le proprie emozioni è come bloccato, si sente il cuore chiuso in uno scrigno di ferro; e poi è afflitto da un complesso di inferiorità fisica e non sa gestire la quotidianità. Lei invece si sente bella, riesce a organizzare facilmente la vita quotidiana e controlla bene le emozioni. Però è frigida e soffre di un complesso di inferiorità intellettuale. Così, unendo i loro ego realizzati (lui quello intellettuale e libidinale; lei quello materiale ed emozionale) si sentono complementari. Ma mettendo in contatto i loro complessi (lui, l'inferiorità fisica ed emozionale; lei l'inferiorità sessuale e intellettuale) entrano in conflitto. Cominciano pieni di belle speranze, dicendosi: "Io sono sciocca e lui è intelligente. Mi farò eco e ombra dei suoi pensieri. Ripetendo quello che lui dice riuscirò a farmi rispettare" e "E' frigida. Mi sta bene, perché nessuno prima di me le ha fatto provare il piacere. Con la mia potenza sessuale potrò guarirla". Così si formano le coppie vittime degli Io personali: vuoti che si uniscono a pieni, pieni che si uniscono a vuoti. In questo modo non otterranno mai una soddisfazione vera. Devono sempre completare qualcosa dell'altro e sperano che l'altro completi qualcosa di loro stessi. Non occupano un posto per due, ma per uno. "Io non ho avuto un padre: tu sarai mio padre. Io non ho avuto una madre: tu sarai mia madre... Posso vedere, sarò i tuoi occhi. Posso sentire, sarò le tue orecchie... Non hai il senso dell'orientamento, io ti guiderò. Sei un disorganizzato, io ti insegnerò a fare ordine..." Con questo genere di coppie si verificano tre possibilità:

    1. Possono andare avanti così per anni senza cambiare mai. E' una situazione di compromesso. "Io sono io? Tu sei tu?". Vivono in una sorta di purgatorio nascondendo i propri dubbi, l'insoddisfazione, facendo credere a se stessi, alle famiglie e al mondo di essere pienamente soddisfatti. Si annoieranno, s'inventeranno malattie, cresceranno figli mediocri condannati alla frustrazione. Non raggiungeranno mai una comunicazione completa.

Una grande attore incontra una famosa attrice. Lui le parla di se stesso. Lei gli parla di se stessa. Ciascuno si innamora di se stesso, e annunciano alla stampa che si sposano per amore.

    2. Non cercano di cambiare, ma neanche si sforzano di nascondere il proprio disgusto. Tirano fuori la rabbia, la depressione, un'insoddisfazione intollerabile. Con l'andar del tempo i loro difetti si aggravano. Si mancano di rispetto continuamente. Si accusano a vicenda di essere la causa di tale inferno, senza mai cedere. Litigano per un millimetro di spazio, per chi controlla il televisore, perché questa o quella parola gli sembra un insulto, perché uno russa e l'altro continua a scoreggiare. Finiranno per mettersi le mani addosso.

Un uomo con un occhio nero e il naso tumefatto incontra un amico. 'Che cosa ti è successo?"
"Mi sono battuto per l'onore di una donna:"
"Per l'onore di una donna?"
"Sì, lei voleva conservarlo!"


    3. Nell'intraprendere una terapia, i due devono innanzitutto comunicare tra di loro e, più tardi, sciogliere i nodi nevrotici accettando la libertà dell'altro... Cercando l'amore consapevole, lavoreranno per unire i diversi linguaggi dei quattro ego e risvegliare l'Io superiore. Non devono più essere l'unione di due esseri affamati ma diventare l'unione di due esseri pieni. Un essere può considerarsi pieno soltanto quando ha chiarito il rapporto che intercorre tra le sue azioni, i suoi desideri, i suoi sentimenti e le sue idee e il suo Dio interiore. C'è un proverbio vudù cubano che dice: "Il cane ha quattro zampe ma può imboccare una sola strada". Qualsiasi coppia che non abbia sviluppato un buon livello di Coscienza arriva allo scontro. Ciascuno dei quattro ego crea un tipo di conflitto diverso, come se ogni zampa del cane volesse andare per una strada diversa. Non arriveranno mai ad avere fiducia l'uno nell'altro.

Mulla Nasrudin va a trovare un amico. Questi gli domanda: "Che cosa stai facendo?".
"Mi occupo della felicità di mia moglie."
"Ah. bene: E come?"
"La faccio seguire da un investigatore privato quando va a trovare il suo amante."


[...]


Un rapporto sano non si costruisce sul desiderio di possesso. La donna non appartiene all'uomo e l'uomo non appartiene alla donna. I due si uniscono nell'amore e collaborano insieme a un'opera, materiale o spirituale.

In campo intellettuale, entrambi permetteremo all'altro di essere quello che è. Mi sposo con te con la promessa che non vorrò mai che tu mi imiti o veda il mondo esattamente come lo vedo io. Non cambierò parere assillandoti con pretese, aggressioni verbali, malumori, reclamando senza sosta "Voglio che tu pensi questo o quest'altro". Rispetteremo sempre quello che siamo senza sentirci in colpa, senza permettere a nessuno di imporci comportamenti o ideali che non siano i nostri. Avremo il diritto di esprimere la nostra visione del mondo anche se è diversa da quella dell'altro. Non ci impediremo di vedere né di udire quello che la nostra curiosità ci chieda. Abbiamo il diritto di sviluppare i nostri sensi nella direzione che più ci conviene.

In campo emozionale, riconosceremo che non tutti amiamo allo stesso modo. Non ci sottoporremo alla tortura di volerci unire in un modo che non sia il nostro. Ci ameremo come possiamo, senza cercare di essere specchio, senza aspirare a una fusione chimerica, senza voler essere tutto l'uno per l'altro. Non ci isoleremo in un rapporto esclusivo ma aggiungeremo al nostro affetto l'affetto per i nostri figli, per i parenti, gli amici, per chi suscita la nostra ammirazione, per l'umanità intera, per tutti gli esseri inanimati o viventi, per l'essere impensabile che chiamiamo "Dio". Riconosceremo che l'amore non è la ricerca dell'uguaglianza ma della differenza complementare. Non saremo padroni né proprietà l'uno dell'altro, ci legheremo con nodi che sapremo sempre sciogliere, ci aiuteremo a conservare nel più profondo di noi stessi uno spazio privato, ci proteggeremo reciprocamente ma senza mai privarci della nostra libertà. Cammineremo insieme benedicendo ciascuno dei nostri passi, ma se le nostre strade si separassero, lo accetteremo augurando ogni bene all'altro, per la sua nuova vita.

In campo sessuale, comprenderemo che l'incontro dei nostri corpi è un piacere che deve essere esplorato e sviluppato. La vera chiave di una discendenza felice è il piacere con cui l'abbiamo generata. Avremo figli del piacere, non del dovere. Questo piacere sarà reciproco e senza limiti. Ci consentiremo di esprimere i nostri desideri chiedendo questa o quella carezza, accettando di soddisfare le fantasie sessuali dell'altro ma avendo anche il diritto di rifiutarci. In tal caso, il no è un compromesso che ci permette di cercare la soddisfazione con chi sia in grado di procurarcela. La sublimazione e l'astinenza devono essere sincere e non maschere della frustrazione. Accetteremo senza gelosia che un'altra persona dia al nostro partner quello che noi non possiamo darle.

Condivideremo uno spazio ma ci permetteremo anche di avere un territorio personale, con la promessa di non invadere mai quello dell'altro, rispettando il bisogno di solitudine che ciascuno di noi può avere. Inoltre, pur avendo del denaro in comune, salvaguarderemo gelosamente la nostra indipendenza economica.


[...]



brano tratto da: Alejandro Jodorowsky, cabaret mistico, 2008, Feltrinelli

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